Continuano gli incontri e gli appelli per contribuire alla stesura della nuova Pac (Politica Agricola Comune) in vigore dal 2014 nell’Unione Europea. Un provvedimento di estrema importanza perchè a partire dall'agricoltura è possibile affrontare sfide ambientali, sociali ed economiche. Vi segnaliamo una lettera a José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, dal titolo “Una politica agricola giusta ed ecologica per l'Unione Europea”, pubblicata qui.
Nel testo si chiede di dare priorità, nel futuro scenario della PAC, a 5 questioni:
- la sostenibilità: bisogna produrre cibo salutare, nutriente e in quantità adeguata, riducendo le emissioni di CO2 e rigenerando (invece di devastare) paesaggi e risorse naturali;
- i giovani: occorre investire affinchè vengano coinvolti nella produzione alimentare, aiutandoli a creare legami tra le comunità rurali e urbane. Bisogna destinare denaro a programmi di formazione che permettano ai giovani agricoltori di adottare tecniche innovative e amiche dell'ambiente;
- la biodiversità: occorre promuovere produzioni biodiverse ed ecologicamente funzionali. La diversità deve maturare dal campo alla tavola grazie all'aiuto di chi conserva e sviluppa varietà che possano essere riseminate;
- la ricerca: la conoscenza tradizionale e le moderne tecniche devono integrarsi per sviluppare pratiche innovative ed ambientalmente sane. Bisogna finanziare progetti che riguardino l'agroecologia, l'agricoltura delle foreste, l'agricoltura salina e la permacoltura;
- la carne e i latticini: la PAC deve includere piani per spostare i soldi dedicati alla produzione industriale di carne e latticini verso le produzioni che rispettano il benessere animale, tutelano l'acqua e le altre risorse, riducono le emissioni di CO2, .
Cinque punti importanti sui quali è importante utilizzare il nostro granello di influenza, perché il cibo è affare di ognuno di noi.
Cinzia Scaffidi
L'articolo è tratto dalla rubrica settimanale Sostiene Slow Food, La Stampa